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Quanti caffé al giorno?

Ma del nostro caffè italiano candidato a diventare patrimonio Unesco, quanto ne possiamo bere?

Notizia di pochi giorni fa (4 dicembre 2019) è la candidatura del caffè italiano a diventare patrimonio Unesco, finalizzata a promuovere il vero caffè espresso italiano tradizionale e proteggere la cultura e la tradizione dell’Italia.

Per noi italiani bere un caffè è un rito: il caffè è la scusa per fare due chiacchiere al bar, per incontrarsi con un amico, per uscir di casa, per fare una pausa di lavoro staccando la testa dalla scrivania; è il modo di terminare un pranzo o una cena, è il rito quotidiano del risveglio.

Non a caso i dati parlano chiaro: il caffè è la seconda bevanda più bevuta al mondo dopo l’acqua e la Finlandia detiene il primato europeo; per quanto riguarda l’Italia, il 92% lo consuma a casa e il 72% al bar.

Per questo motivo, una delle domande che mi rivolgono più spesso i miei pazienti è:

“Ma posso bere il caffè? Quanto ne posso bere?”

Per rispondere correttamente è necessario parlare in termini di caffeina assunti in un giorno.

Secondo uno studio condotto dall’ EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, “l’assunzione di caffeina fino a 400 mg al giorno (circa 5,7 mg/kg di peso corporeo al giorno), consumata nell’arco della giornata, non pone problemi di sicurezza per gli adulti sani della popolazione in genere, fatta eccezione per le donne in gravidanza”

Una tazzina di caffè contiene mediamente 80 mg di caffeina, quindi la dose che si consiglia di non superare corrisponde a circa 5 tazzine di caffè al giorno, in assenza di patologie. Bisogna comunque ricordare che la caffeina non è contenuta solo nel caffè, ma anche in altri alimenti.

Andiamo un po’ avere quali sono quelli più comunemente consumati e i quantitativi di caffeina in essi contenuti:

1 tazza di tè verde: 30 – 50 mg;

1 lattina di bevanda a base di cola: 35 mg;

1 tazza di tè nero: 40 – 80 mg, a seconda del tempo di infusione;

1 lattina di bibita energetica: 50 – 100 mg;

100 g di cioccolato fondente al 70%: 80 mg;

100 g di cioccolato al latte: 20 mg;

La caffeina si trova anche in piante quali il guaranà ed il matè, in molti preparati industriali come creme, dolci e in moltissimi integratori dietetici.

Quindi nella somma giornaliera assunta nell’arco della giornata si deve tenere conto non solo delle tazzine di caffè bevute, ma anche di eventuali altre fonti, perché un eccessivo consumo di caffeina provoca degli effetti collaterali sgradevoli, quali ansia, insonnia, tachicardia, ipertensione, disturbi coronarici, diminuito assorbimento di ferro ed irritazione della mucosa gastrica.

In presenza di patologie, in caso di assunzione di farmaci, è necessario chiedere al medico se la caffeina può provocare interazioni con i medicinali, se si può bere caffè, se si possono assumere alimenti contenenti caffeina, in quali dosi e con quale modalità, cioè se lontano o anche in concomitanza coi i farmaci prescritti.

Il mio consiglio generale, per non superare le dosi raccomandate dall’EFSA è quello di assumere al massimo tre tazzine di caffè nell’arco della giornata, visto che è facile trovare caffeina presente in modo “mascherato” anche in altri alimenti, per le persone che non hanno nessuna patologie e le donne che non sono in gravidanza.

Mentre in caso di gravidanza, in presenza di patologie o se si stiano assumendo dei farmaci il mio consiglio è quello di chiedere il parere di un esperto, sia esso il medico di base, uno specialista, un dietologo o un nutrizionista.

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