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L' Aspic di Mamma Adele

Natale, odiato o amato che sia, porta con sé le nostre tradizioni, le nostre origini, la nostra infanzia e, lasciati da parte la frenesia del periodo, le cene, le strenne, ciò che lo rappresenta maggiormente, un po’ per tutti noi, è il suo pranzo il giorno del 25 o la sera della vigilia, o entrambi per i più festaioli.

E scommetto che tutti noi abbiamo nel cuore un “Piatto di Natale”, tipico e unico per ciascuna famiglia.

Oggi vi racconto del piatto di Natale della mia famiglia: l’Aspic di frutta che prepara mia madre, Mamma Adele.

Non so a quando risalga l’inizio della tradizione, ma da quando sono nata questo Aspic accompagna ogni Natale e mia madre lo prepara solo in questa occasione, mai durante l’anno, con la scusa che è “troppo lungo da fare”, ma io sono convinta che non lo voglia cucinare durante il resto dell’anno, altrimenti si tradirebbe la nostra “tradizione natalizia”.

Il pranzo di Natale della mia famiglia è un tipico pranzo delle nostre zone: antipasti misti, ravioli in brodo, cappone ripieno, panettone con le creme al mascarpone “della zia Terri” e poi arrivo lui: l’Aspic.

Ma che cosa è questo “Aspic di Mamma Adele”?

E’ una gelatina di arancia, con la frutta fresca. Si prepara seguendo una ricetta ciclostilata da una sua collega negli anni ’60: la ricetta ovviamente è ancora scritta sul foglio originale, che negli anni si è consumato, ingiallito e riempito di macchie. Si spremono le arance, si filtra il succo e si dolcifica con zollette aromatizzate strofinandole sulla buccia di arance biologiche; quindi si scalda il succo con la colla di pesce per permettere la gelificazione, si mette nello stampo apposito, si aggiunge la frutta fresca e si deve lasciar riposare in frigorifero per una notte. La ricetta qui descritta non è precisa, non è in mio possesso una copia del ciclostilato originale e comunque mia madre non permetterebbe mai la sua dettagliata divulgazione, rischierei un incidente diplomatico natalizio.

Ma perché questo Aspic suscita così tanto interesse?

Perché al momento di servirlo, lo si deve rigirare e ogni anno c’è il dubbio: “si sarà indurito?” Talvolta è capitato che non lo fosse gettando tutta la famiglia nello sconforto, come se un Aspic non gelificato fosse di cattivo auspicio per l’anno a venire.

L’operazione di scodellamento spetta allo zio, fratello di mia madre, che si chiude in cucina con la sorella, creando attimi di suspense. Penso lo scaldino leggermente a bagnomaria, in modo da favorire il distacco dallo stampo.

E poi eccoli, fratello e sorella che arrivano sorridenti, con un elegante vassoio su cui tremola il colorato ed atteso Aspic di Gelatina di frutta.

Viene delicatamente adagiato sulla tavola, tagliato a fettine, piccole, per permettere il bis ai più golosi e gustato in silenzio. La freschezza della frutta dà una sensazione di leggerezza che mitiga i sensi di colpa per tutto ciò che è stato ingurgitato prima e ci prepara per il caffè finale.

E se l’Aspic è venuto, allora sarà un anno positivo.

Manca ancora qualche giorno a Natale e mi chiedo: quest’anno l’Aspic gelificherà? Mi auguro con tutto il cuore di sì e mi auguro che il 2020 porti serenità a tutta la mia famiglia.

Con questo pensiero di buon auspicio, auguro a tutti voi un Sereno Natale e un 2020 pieno di desideri realizzati per ciascuno.

Buon Natale

3 risposte su “L' Aspic di Mamma Adele”

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