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Formaggi e peccati

Tutti noi abbiamo un punto debole culinario di cui siamo consapevoli che non rappresenta l’ottimale dal punto di vista nutrizionale ma del quale ogni tanto non possiamo fare a meno, concedendoci un peccato di gola.

In questi giorni di vacanze di fine anno mi sono recata con alcuni amici, amanti della buona cucina e del buon vino, in una delle località montane più suggestive della Valle d’Aosta: Champoluc.

E qui non ho saputo rinunciare al mio peccato di gola preferito: i formaggi che questa regione offre ampiamente, da scegliere se consumare su un tagliere per assaporarne ogni singola esplosione di gusto, accompagnato da miele o marmellata, oppure nella versione “fusa” in pietanze classiche come la fonduta o la polenta.

Personalmente ho scelto il tagliere di formaggi in un ristorante che è una vera chicca: la “Brasserie du Breithon”, piccolo paradiso enogastronomico che ripropone piatti della cultura tradizionale rivisitati in chiave raffinata, mantenendone intatti i sapori ma con una presentazione degna dei locali milanesi più alla moda.

Entrando nel locale l’occhio non può che posarsi su un’intera “parete-vetrina” che espone ordinatamente e a cascata tutti i formaggi proposti, creando una gioia degli occhi e un’attesa di piacere per il palato.

Il tagliere che mi viene servito è un piatto importante con numerosi tipi di formaggi locali e qualche eccellenza francese: trovo la fontina fresca e la stagionata, svariate proposte di tome da quella erborinata a quella aromatizzata al nebbiolo o alle ortiche; continuo poi con i caprini, l’aromatizzato al ginepro e il tronchetto, per finire con la toma gessata di pecora e il blu di Aosta. Tra i francesi spiccano il bluefort, l’écorce de sapin e il reblechon. E tutti sono ampiamente all’altezza delle aspettative.

Questo è stato il mio peccato di gola, perché i formaggi sono buoni, gustosi e golosi, ma ricchi grassi e colesterolo, per questo devono essere mangiati solo sporadicamente; infatti la loro componente lipidica è formata da acidi grassi saturi associati con una maggiore incidenza di patologie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e obesità, perché ritenuti responsabili dell’aumento del colesterolo ematico, soprattutto l’LDL.

Inoltre una particolare attenzione verso i prodotti caseari devono averla coloro che sono intollerati al lattosio o allergici alle proteine del latte.

Durante i periodi vacanza qualche sgarro alimentare è concesso, cercando sempre di puntare più sulla qualità del prodotto che scegliamo di consumare, piuttosto che sulla quantità.

Ovviamente se non vogliamo compromettere la nostra salute, uno sgarro alimentare tale deve rimanere e non trasformarsi in un’abitudine quotidiana.

Io e i miei compagni dello sgarro enogastronomico

4 risposte su “Formaggi e peccati”

È tutto molto interessante e senz altro da prendere in considerazione, se guardo me stessa: diabete di tipo 2
= dolci zero, colesterolo= pochissimi formaggi, niente carne rossa, bianca poco e solo petto di pollo… Alla fine cosa mi rimane branzino, orata al cartoccio, molluschi… Ma io ho fame….

Ciao Elena, sicuramente una in un regime alimentare che tenga conto sia del diabete che del colesterolo a qualche cosa si deve rinunciare, ma questo non significa fare la fame, bensì creare un “nuovo” approccio nei confronti del cibo che permetta di conciliare gusto e salute. Quando poi il diabete sarà nei limiti e il colesterolo abbassato, ti assicuro che non avrai nessuna voglia di tornare alle vecchie abitudini perchè ti sentirai troppo bene!!!

È tutto vero, e bisognerebbe imparare a mangiare, riuscendo a distinguere bene ciò che si mangia per fame e quindi bisogno fisico e ciò che si mangia solo per golosità. Io qualche anno fa ho seguito una dieta e mi sono accorto che gran parte delle cose che mangiavo le mangiavo per golosità e non reale appetito. Ciò non toglie però che Peccati di Gola vanno concessi, altrimenti avremmo una vita triste.

I peccati di gola vanno concessi!!! Bisognerebbe cambiare la testa prima delle abitudini alimentari, capendo che quello che mangiamo ha davvero forte impatto sulla nostra salute, ma siccome è un impatto a lungo termine non ce ne rendiamo conto.
Il problema attuale è la facilità con cui si reperisce cibo, snack, pasti pronti associati a una diminuzione dell’attività fisica, intesa non solo come palestra, ma anche come pigrizia: tutto questo porta a un’assunzione eccessiva di calorie che alla lunga provoca sovrappeso.
Non è il peccato di gola del sabato sera a farci ingrassare, bensi gli errori commessi durante i rimanenti 6 giorni della settimana.

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