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Interazioni tra farmaci, alimenti, integratori e alcol

Nell’articolo precedente (19 gennaio 2020) venivano analizzate le interazioni tra farmaci, ma dobbiamo ricordare che

l’effetto di un farmaco in una persona può essere modificato anche per azione di un alimento, di una bevanda o di integratori alimentari.

Spesso si ha la convinzione che tutto ciò che è naturale, come le erbe e gli alimenti sia automaticamente “sicuro”; purtroppo questa convinzione non è corretta, infatti costantemente sia le erbe che gli alimenti possono interagire con i farmaci che vengono assunti abitualmente, con il conseguente rischio di sviluppare tossicità inaspettate o inefficacia della cura.

Vediamo nel dettaglio alcuni dei più comuni alimenti o sostanze naturali che interagiscono con i farmaci:

  • Il pompelmo e i suoi derivati (succo, sorbetto, integratori contenenti pompelmo) possono inibire il citocromo P450, una serie di enzimi epatici e intestinali che hanno la funzione di metabolizzare moltissime sostanze, tra cui numerosi farmaci; la conseguenza è che tali farmaci non vengono trasformati e smaltiti dall’organismo, rimangono in circolo più a lungo causando un sovradosaggio con possibile tossicità ed aumento degli effetti collaterali; tra i farmaci sensibili al pompelmo troviamo:
    • Statine (atorvastatina, simvastatina)
    • Ca-antagonisti (nifedipina)
    • Inibitori delle tirosin-chinasi (imatinib)
    • Farmaci antirigetto (ciclosporina)
    • Corticosteroidi (budenoside)
    • Farmaci per le aritmie (amiodarone)
    • Ansiolitici (diazepam)
  • Il mirtillo è particolarmente ricco di antocianine e per questo motivo spesso viene utilizzato per combattere le cistiti ricorrenti e per proteggere i capillari; non dovrebbe però essere assunto dai pazienti che assumono gli anticoagulanti orali perché ne potenzia l’azione aumentando il rischio di emorragie;
  • Il succo d’aloe, bevanda rinfrescante che viene spesso indicata in caso di gastrite, riduce l’effetto di molti chemioterapici e può aumentare l’effetto dei farmaci antidiabetici;
  • L’iperico o erba di San Giovanni attiva alcuni isoenzimi del citocromo P450 responsabile del metabolismo di numerosi farmaci che quindi vengono inattivati più velocemente con conseguente riduzione del loro effetto terapeutico; Il ministero della Salute ha provveduto a imporre alle ditte produttrici di farmaci contenenti iperico l’introduzione nel foglietto illustrativo dell’avvertenza concernete i rischi di interazione; Nessuna indicazione invece viene prevista per le formulazioni dietetiche (o integratori alimentari) contenenti iperico che, sebbene ne contengano in dose minore rispetto alle specialità medicinali, costituiscono comunque un potenziale rischio per la salute perché  la possibilità di interazione non svanisce; tra i farmaci per cui esistono segnalazioni di interazioni con l’iperico troviamo:
    • Warfarin (Coumadin)
    • Acenocumarolo (Sintrom)
    • Ciclosporina (Sandimmum)
    • Contraccettivi orali (Mercilon, Milvane, Triminulet, Minulet, Harmonet)
    • Anticonvulsivanti (Tegretol, Gardenale)
    • Digossina (Lanoxin)
    • Teofillina (Theo-dur)
    • Antiemicranici (Imigran, Zomig)
    • Inibitori delle tirosin-chiansi (Glivec)
    • Antidepressivi (Elopram, Prozac)
  • L’alcol potenzia gli effetti collaterali e altera il funzionamento di moltissimi principi attivi perché, quando vengono assunti contemporaneamente, gli enzimi epatici impegnati nello smaltimento dell’etanolo non riescono a metabolizzare i farmaci che quindi rimangono in circolo più a lungo potenziando il loro effetto e di conseguenza la loro tossicità. Di seguito vengono riportare le interazioni più significative:
    • Farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale (antidepressivi, antipsicotici, ansiolitici, antiepilettici): aumento degli effetti sedativi con pericolo di decesso
    • Analgesici (FANS): aumentato rischio di sanguinamenti; aumentato rischio di danno epatico con paracetamolo
    • Antibiotici (cefalosporine): aumento dei tipici malesseri associati a una sbornia,
    • Antistaminici (farmaci contro le allergie): aumento della sonnolenza
    • Antipertensivi (ace inibitori, beta-bloccanti, diuretici e nitrati): l’assunzione contemporanea con alcool può causare tachicardia e sbalzi pressori improvvisi.
    • Broncodilatatori (antiasmatici): aumentato di nausea, vomito, irritabilità e mal di testa
    • Narcotici (farmaci per l’anestesia): aumento dell’effetto narcotico, fino alla coma e alla morte
    • Statine (farmaci per il colesterolo alto): aumentato rischio di tossicità epatica.
    • Sulfaniluree (farmaci per il diabete): aumentato rischio di ipoglicemia
    • Warfarin (farmaci anticoagulanti): aumentato rischio di sanguinamento (intossicazione acuta) e riduzione dell’efficacia del farmaco (nei bevitori cronici)

Per contro, nei bevitori abituali in cui si ha un aumento del metabolismo epatico (induzione enzimatica) per permettere lo smaltimento dell’alcol, i farmaci vengono metabolizzati più velocemente e risultate talvolta efficaci.

Il consiglio generale in questo caso è duplice:

Da una parte bisogna informarsi sulle possibili interazioni che i farmaci assunti possono avere con determinati alimenti;

Dall’altra parte bisogna imparare ad essere più attenti alle etichette degli alimenti che scegliamo di acquistare e consumare, in modo da essere sicuri riguardo il loro contenuto.

Per quanto riguarda l’alcol, è sempre opportuno

evitare di bere alcolici quando si devono assumere dei farmaci e soprattutto evitare di mettersi alla guida in modo da non mettere in pericolo la propria vita e quella degli altri.

2 risposte su “Interazioni tra farmaci, alimenti, integratori e alcol”

Solitamente i medici di base, per poco tempo o per poca voglia, non danno tutte queste informazioni, che invece sarebbero preziose.
Grazie dei consigli utili.

Ciao Lino, è vero spesso i medici non danno queste indicazioni, per questo ritengo che sia fondamentale lo sviluppo dello spirito critico del paziente che deve imparare ad avere un ruolo attivo nel suo percorso di cura. Non basta più eseguire passivamente ciò che dice il medico, bisogna imparare a porsi delle domande informarsi per trovare le risposte

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