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Articoli Lo sgarro della domenica Ristorante da non perdere

Alchimia alla “Trattoria la Lupa” di Livorno

Mettiamo insieme un gruppo di amici affiatato con le comuni passioni per il buon cibo, il buon bere, abituato a trascorrere insieme da anni tutti i week-end e quindi in attuale fase di recupero post lockdown, periodo che ha segnato tutti con nuove paure, preoccupazioni, isolamento e solitudine.

Aggiungiamo la voglia di ricominciare a vivere, di tornare alla normalità, di passare momenti di leggera spensieratezza in compagnia delle persone che si sentono più care e vicine.

Prendiamo l’incontro di due fratelli che non si vedono da mesi, magari un po’ chiusi e poco abituati ad esternare sentimenti, che si salutano abbracciandosi timidamente ma che con gli occhi tradiscono il carico delle emozioni del momento, della mancanza provata e dell’affetto che si portano nel cuore.

Aggiungiamo due sorelle toscane dal sorriso contagioso, gli occhi furbi, le battute pronte e le mani di fata capaci di creare arte in cucina.

Ci mettiamo anche un marito esperto di vini dalla simpatia contagiosa? Mettiamo pure lui.

Poi uniamo tutti questi ingredienti in un ristorante dall’eleganza rilassante, dove tutto è disposto in perfetta armonia creando nel contempo un ambiente caldo, accogliente e confortevole come il salotto di casa.

Con ingredienti del genere l’alchimia è fatta e quello che ne esce è una serata incredibile accompagnata da piatti di pesce definibili piccoli capolavori in un crescendo da capogiro.

Si parte con un potage di pescato del giorno, continuando con ostriche, crudità di pesce e un ventaglio di antipasti di pesce cotto.

A seguire un trittico di primi composto da ravioli di ombrina con tartare della stessa, tagliolini gamberi rossi e lime, spaghetti vongole e bottarga.

Nonostante l’importanza dei piatti si decide di continuare in questa meravigliosa maratona di gusti ittici con un enorme fritto misto di pesce e il re astice per terminare.

Ma non era una vera fine. Infatti i dolci, pur arrivando a fine cena, hanno una personalità propria, in particolare la panna cotta realizzata con una procedura che non sarebbe svelata dalle due sorelle neppure sotto tortura.

Il tutto abbondantemente innaffiato da vini che non avrei mai immaginato di assaggiare tutti insieme non in una vita, figuriamoci in una sera.

Da nutrizionista è stato un vero e proprio sgarro, nonostante il pesce freschissimo e cucinato magicamente.

Porterò sempre avanti la teoria che, in un regime alimentare controllato, sano ed equilibrato, lo sgarro alla dieta ci deve essere, non è possibile, ma assolutamente necessario.

Tale sgarro deve essere però di qualità: se si decide di concedersi una cena abbondante al ristorante che sia un ristorante appagante, non tanto per le quantità proposte ma soprattutto per la qualità della materia prima utilizzata, per il modo in cui tale materia viene cucinata e presentata nei piatti.

Meglio andare a mangiar fuori una volta di meno, ma, quando si decide di farlo, optare per posti in cui valga davvero la pena recarsi, che ci donino emozioni e ci lascino un ricordo.

Grazie ai miei amici e grazie allo Staff della “Trattoria la Lupa” di Livorno.

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