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Articoli Lo sgarro della domenica

La cena “bastarda” nonno-nipote

In ogni famiglia esiste un lessico familiare.

Nella mia, tra i tanti modi di dire, è nata da mio figlio Lorenzo la definizione di “cena bastarda col nonno”.

Così quando arriva l’estate, mio padre mi si avvicina con una fintissima aria tra il contrito e l’indifferente sussurrando: “Figlia mia, sto cercando un ristorante all’altezza delle aspettative per portarci tuo figlio”.

“Ma certo babbo – e questa è la mia risposta – lo sai che il mio Lory ci tiene tanto alla vostra cena bastarda…”

Però intanto penso ridacchiando: “O padre mio, ma se non vedi l’ora che arrivi questo momento!! Scommetto che ti stai già sfregando le mani soddisfatto, leggendo infinite recensioni e preparando stomaco, pancreas e fegato per l’evento!!”

Come si può immaginare dal nome stesso, la cena bastarda nonno/nipote non è alla portata di tutti gli stomaci. Consiste infatti nell’andare in un ristorante etnico della Costa Azzurra, ordinare a caso una serie di piatti, tutti rigorosamente piccanti.

Il menu in francese non aiuta nella scelta e l’unico criterio utilizzato è costituito dal numero di peperoncini disegnati a lato del nome sconosciuto del piatto.

Ovviamente i due ragazzi incontenibili nel loro entusiasmo capiscono cos’hanno ordinato solo nel momento in cui si presentano davanti a loro i piatti e talvolta neanche lì hanno totale chiarezza.

Quest’anno la scelta è caduta su un ristorante indiano di cui sono stati molto soddisfatti.

Due sono le certezze di queste cene: mangiare una serie di piatti piccantissimi e divertirsi come matti, ricordando poi per tutto l’inverno la serata insieme.

E la nutrizionista osserva la loro felicità più felice di loro e ha già perdonato lo sgarro dei due…

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