Chi sono

Non è facile descrivere chi sono davanti a un foglio bianco che mi guarda. Sono nata come chimico farmaceutico educata alla disciplina, alla precisione, al numero di zeri che vengono dopo la virgola, alle pesate di pochi milligrammi, allo scrupoloso ordine di aggiunta dei reagenti a una determinata temperatura, in un preciso momento, a una prefissata velocità. Non c’era spazio in un piccolo laboratorio di sintesi organica dell’Università di Pavia per poter esprimere chi sono veramente, eppure lì mi sono laureata a pieni voti, lì ho iniziato il mio percorso lavorativo e di vita, lì ho fatto le esperienze di base che mi stanno portando dove sto andando, che mi fanno essere dove voglio essere in questo momento.

Nonostante sia stato difficile lasciare la mia “famiglia universitaria”, che porterò sempre nel cuore, ma che poco spazio lasciava alla mia esigenza creativa e comunicativa, ho iniziato le svariate esperienze dietro al bancone di farmacie e parafarmacie. Ho scoperto l’importanza del consiglio, del rapporto umano, della confidenza e della fiducia; per me non sono mai stati clienti, per me sono sempre state persone alla ricerca di risposte e che mi si rivolgevano, per un supporto a volte pratico, a volte quasi psicologico: da mamme spaesate alle prese coi primi dentini e svezzamenti, alle signore del centro storico in perenne lotta contro le rughe, all’anziano brontolone e fragile che non ricorda come e quando deve prendere delle medicine, ricorda solo il colore della scatola e che non può più mangiare come prima. Per me è sempre stato più importante che le persone uscissero dalla porta coi dubbi risolti e il sorriso, più che con il sacchetto pieno e il portafogli alleggerito; per fare questo mi sono resa conto che dovevo studiare ancora: l’università dà una preparazione accademica di base, ti insegna a sviluppare un metodo scientifico per la risoluzione dei problemi, ma non ti mette davanti alla vita reale. E allora si sono aggiunti ai libri universitari, quelli di fitoterapia naturale, di fiori di Bach, di integratori, di cura della pelle, di gestione delle pluripatologie; nel frattempo sono nati i miei due adorati figli, e si sono sommati anche libri di alimentazione infantile, educazione e chi più ne ha, più ne metta.

La svolta è stata nel 2016 quando è arrivata una nuova sfida e mi hanno chiesto di collaborare come farmacologa per un’associazione di pazienti affetti da un tumore raro, il GIST (tumore stromale gastrointestinale); il lavoro consiste nel gestire una help-line alla quale i pazienti possono rivolgersi in caso di dubbi sulle terapie, sugli effetti collaterali, sulle interazioni tra farmaci e farmaco-alimenti.

Qui ho scoperto il vero significato della parola “aiuto” e “gratitudine”. Qui ho scoperto la vera sofferenza e capito che non mi era più possibile tornare indietro e fermarmi ma che dovevo cercare di dare di più, di impegnarmi per dare il massimo, perché il mio desiderio era ed è aiutare queste persone a vivere meglio. E non bastano le chiacchierate, non bastano i consigli farmacologici, dovevo studiare ancora, così mi sono iscritta a un master di II livello in Dietetica e Nutrizione, con tesi di specializzazione dal titolo “Ruolo dell’alimentazione nei pazienti affetti da GIST in terapia a bersaglio molecolare”. Quante parole difficili, ma alla fine sono consigli semplici, che possono essere seguiti da chiunque tutti i giorni.

Insieme a questa Associazione sono cresciuta sia come persona, sia come professionista; mi danno costantemente la possibilità di approfondire le mie conoscenze, di specializzarmi sempre di più; organizzo convegni di informazione per i pazienti, che mi permettono di intrecciare rapporti con la classe medica oncologica presente su tutto il territorio nazionale che si occupa di questo raro tumore. Giro tutta l’Italia, sempre con la valigia mezza sfatta di fianco al letto; incontro medici, visito ospedali, città, salgo e scendo da treni, aerei, auto, sempre in movimento, mai a casa, sentendomi a volte spaesata, un po’ randagia e polverosa, a volte in armonia col tutto e a casa anche in autogrill.

Durante i periodi di vacanze carico i miei figli e li porto a scoprire questa meravigliosa Italia che più conosco, più amo. La più grande soddisfazione è stata quando mi hanno detto: “Mamma il tuo lavoro è bellissimo. Non fa niente se a volte non ci sei, noi vediamo che fai cose importanti e ci piace avere una mamma così”.

Cosa faccio in questo Blog? Questo è il mio spazio personale in cui posso liberamente scrivere affrontando gli argomenti che ritengo di maggior rilievo riguardo salute, medicina e benessere e dei quali possiedo le maggiori conoscenze: dalla farmacologia alla nutrizione, prevenzione e promozione di un corretto stile di stile; cercherò di realizzare tutto questo attraverso articoli semplici e chiari, dando indicazioni riguardo letture utili e anche indirizzi di ristoranti in cui si può mangiare con gusto ma in modo sano, guidando ciascuno verso uno stile di vita più corretto e salutare. Mi piacerebbe che questo blog diventasse un punto di partenza per far riflettere tutti noi sulle nostre abitudini, in modo che ognuno possa trovare la strada per vivere meglio fisicamente e psicologicamente, perché oltre che un corpo, abbiamo anche un’anima di cui prenderci cura.